VERSO IL Sè SPIRITUALE: la verità sull’Occultismo

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VERSO IL Sè SPIRITUALE: la verità sull’Occultismo

DA SECOLI, TUTTE LE DISCIPLINE SI SONO FOCALIZZATE SULLA RICERCA DELLA PROPRIA VIA SPIRITUALE E LA REALIZZAZIONE DEL SÈ, QUELLA SCINTILLA DIVINA CHE VIVE IN OGNUNO DI NOI…

Sin dall’antichità si è sempre parlato di un principio “primo”, simile al Divino e presente in ognuno di noi. Questa “scintilla” è stata chiamata in molti modi: DAIMON in Grecia e GENIUS dai romani, ma più comunemente conosciuta nell’epoca moderna con il nome di Anima, Io Superiore, Iswara o Io Sono.

Cercare di realizzare il Sè Spirituale non significa estraniarsi e fuggire dal mondo reale, ma completare la nostra esitenza attraverso la realizzazione dei tre Archetipi di Verità, Bellezza e Bontà. In un mondo frenetico come il nostro è facile distaccarsi dal proprio Sè, anche se possiamo percepirne qualche traccia quando entriamo in contatto con la creatività, come la pittura, la poesia, la musica, o discipline specifiche come lo yoga, la meditazione o la concentrazione. Il senso di benessere che avvertiamo durante queste pratiche è dovuto proprio dall’avvicinamento alla nostra anima, che tende a completarci portandoci emozioni positive quali gioia e appagamento.

Esiste una vera e propria scienza che si occupa di permettere il contatto con il Sè Spirituale e si chiama Occultismo. Erroneamente, questo termine viene spesso associato all’esoterismo e alle arti magiche generiche in senso negativo. Nulla di più falso. L’occultista è lo scienziato predisposto alla disciplina che avvicina l’individuo al sè spirituale, abbreviando quindi il cammino verso il Divino, vita dopo vita, finchè l’Anima si manifesta spontaneamente e in modo permanente nella nostra esistenza.

cos’è l’occultismo

Le vie dell’Occultismo

(per Yoga si intende l’unione tra il Sè Inferiore e il Sè Superiore)

♦ Karma Yoga, la via dell’azione. Poichè l’uomo non può restare inattivo, è bene che focalizzi le proprie energie su attività benefiche, che portano sollievo a se stesso e agl’altri. L’uomo deve praticare l’azione e non negarla, perchè significherebbe negare se stesso. Piccole azioni quotidiane lo portano verso il suo dovere universale, portandolo ad una purificazione progressiva. L’uomo deve sempre scegliere l’azione all’inattività e accettare il proprio ruolo nell’universo, così da non intaccare il Karma.

« ‘L’uomo che ha realizzato la sua identità spirituale non ha interessi personali nell’adempiere i doveri prescritti né ha motivo di non compiere tali doveri. Egli non dipende da alcuno per nessuna cosa. Si devono dunque compiere il proprio lavoro e le proprie azioni per dovere, senza attaccamento ai frutti dell’azione, perché agendo senza attaccamento si raggiunge il Supremo. »
(Bhagavad Gita, III, 18-19)

♦ Baky Yoga, la via della devozione. Purificare le proprie emozioni attraverso l’amore per Dio. La relazione con una divinità comporta un amore trascendentale, che va oltre a quello terreno nei confronti di qualcuno in particolare. Tuttavia, la via della devozione vuole che si coltivi anche l’amore per gl’altri, ma non verso una sola persona perchè assorbirebbe completamente l’attenzione su di sè.

« Soltanto col servizio devozionale è possibile conoscere Me, il Signore Supremo, che cosa e Chi sono Io. E colui che diviene pienamente cosciente di Me grazie a questa devozione, entra rapidamente in Dio. »
(Bahagavad Gita, XVIII, 55)

♦ Jnana Yoga, la via della conoscenza. Attraverso la ricerca e lo studio ci si avvicina all’unione con il Divino e alla libertà assoluta, perchè è attraverso la conoscenza che si giunge all’identità dell’anima indviduale.

I quattro metodi per conseguire la Liberazione:

♣ Viveka – discriminazione: l’abilità di differenziare tra ciò che è reale / eterno (Brahman) ed irreale / temporaneo (qualsiasi altra cosa nell’universo).
♣ Vairagya – distacco: il rifiuto dei piaceri del mondo, dovuto alla comprensione che questi sono in verità le fonti del disagio.
♣ Shad-sampat – le Sei Virtù:
Sama (la calma, il controllo della mente e dei pensieri);
Dama (il controllo degli organi di senso);
Uparati (la rinuncia alle attività che non siano doveri o attività che non facciano parte del Dharma);
Titiksha (fermezza interiore di fronte alle avversità, alle diversità e alle coppie di opposti, come il piacere ed il dolore);
Shradda (fede nell’insegnamento del Vedānta);
Samadhana (concentrazione perfetta);
♣ Mumukshtva (ardente attesa e intenso desiderio di liberazione dai vincoli di tempo e spazio).

♦ Raja Yoga, la via di unione. Attraverso la concentrazione, la meditazione e la contemplazione si contribuisce alla consapevolezza dei veicoli che collegano l’uomo e il Divino.

« Le regole morali (yama), le osservanze (niyama), le posizioni (āsana), il controllo del respiro (prāṇāyāma), il ritirare i sensi verso la loro origine (pratyāhāra), la concentrazione (dhāraṇā), la meditazione (dhyāna), e l’assorbimento della coscienza nel sé (samādhi) sono gli otto elementi che costituiscono lo yoga. »
(Yoga Sūtra, II.29; citato in Iyengar 2010, pp. 147-148)

VERSO IL Sè SPIRITUALE: la verità sull’Occultismo

Gli ostacoli che ci impediscono la conoscenza del nostro vero Sè

#1. Avidya. Confondere ciò che è permanente, puro e beato con ciò che è impermanente, impuro e doloroso.

#2. Senso della personalità. L’uomo ha vissuto numerose esistenze ma ricorda solo la sua personalità attuale, cioè quella che vive nel mondo soggettivo. L’uomo non deve ignorare la sua personalità oggettiva.

#3. Desiderio. Dai desideri basati sull’istinto e sulle passione ai più alti ideali e ispirazioni, solo quando l’Anima ripiega verso l’interno può relmente trovare se stessa.

#4. Odio. Si intende il senso di separazione che si manifesta nella personalità attraverso sentimenti negativi, mentre l’Anima ricerca esattamente l’opposto: cioè il senso di unità.

#5. Attaccamento. Ci si libera dell’attaccamento quando la natura interiore si unisce alla natura superiore.

#6. Oscurità. La mancanza di visione e l’offuscamento della coscienza che provoca illusione tra il Sè e il Non Sè. Solo l’intuizione può riconoscere l’illusione che porta all’oscurità.

verso il sè spirituale

VERSO IL Sè SPIRITUALE

Immagina l’Anima come una sorgente piena di Luce e di Energia. Se hai difficoltà a trovare la luce dentro di te usa il potere del Sole o del fuoco di una candela. Visualizza la loro energia che vi riempie il corpo.

Impara ad essere più recettivo verso la tua Anima

Pronuncia queste parole:

“Tu che sei me stesso, contro di luce, centro d’amore, centro di volontà,

fai discendere su di me la tua energia vivificante e rigeneratrice,

poichè illumini la mia mente, trasmuti le mi emozioni, purifichi il mio corpo.”*

Raggiungi il silenzio mentale poi afferma con forza:

“Io non sono il mio corpo fisico,

Io non sono il mio corpo astrale,

Io non sono il mio corpo mentale inferiore.

Io sono Anima, Centro di Forza, di Potere, di Volere,

Centro di Coscienza Divina, Centro di Luce Spirituale.”*

Così si è in grado di costruire un ponte tra la personalità e l’anima, per avvicinarci all’Io Spirituale.

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SCELTI PER VOI

∞ Astiriah ∞

Bibliografia:

Mircea Eliade, Lo Yoga. Immortalità e libertà, a cura di Furio Jesi
Mircea Eliade, Storia delle credenze e delle idee religiose, Vol. II

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