RUBEDO, attraverso la fase finale dell’Alchimia

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Rubedo, il nuovo Io

Rubedo viene tradotto con il termine “rossore” e considerato l’ultima fase dell’Opus Magnum. Il rosso è il colore che sta nel mezzo, tra il nero e il bianco, per questo è la fase finale. Il rosso raggruppa in sé la Nigredo e l’Albedo, ricongiungendo gli opposti e ponendo fine alla dualità delle cose. Se la Nigredo è il corpo e l’Albedo è l’anima, la Rubedo è lo spirito, il più elevato tra tutti. Il fine è quindi ricongiungere lo spirito alla materia dopo averla redenta. L’Io diventa uno strumento divino che lega lo spirito e il mondo, ma in modo assolutamente consapevole e voluto.

A livello planetario, Rubedo è associato al Sole, al fuoco e allo spirito. E’ l’astro a cui la Terra è destinata a ricongiungersi al termine della sua evoluzione. Il rosso è il sangue, la vita, la fertilità, attributo costante della massoneria nei gradi più elevati. Nella Divina Commedia corrisponde all’ingresso di Dante e Beatrice nel Paradiso.

Rubedo, l’Opera al Rosso, è caratterizzata dall’incontro con l’archetipo del sè, in quanto risultato finale del proprio percorso. Una volta purificata ogni cosa di noi, dobbiamo coltivare quella luce che abbiamo dentro, così da non lasciarla in balia dell’oscurità. E’ qui che nasce il nostro nuovo Io, cioè colui che ha accettato la propria identirà spirituale. Diventare ciò che si è sempre stati: un’essenza divina dentro un corpo fisico.

Quando dentro di noi vivono i doveri, gli attriti della vita quotidiana e l’apparenza verso gl’altri, non si può raggiungere questa evoluzione interiore. Questi stati d’animo ci cambiano in peggio e il vero obiettivo dell’Alchimia Spirituale è quello di riuscire a miscelare nel cuore tutte quelle energie esterne e interne, dandogli un senso.

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RUBEDO, attraverso la fase finale dell’Alchimia

L’alchimista, in fase Rubedo, pensa e vuole con un nuovo Io, ma non con desideri macchinosi, bensì con un’identificazione specifica del volere della propria anima. I suoi pensieri e i suoi desideri sono intuizione del mondo delle idee.

Attraverso questa fase si impara a viaggiare nei mondi, da quello spirituale a quello astrale. Il corpo si avvicina al divino perché in realtà diventa un tramite, come la chiaroveggenza per esempio. Tuttavia si tratta di mondi e pratiche che necessitano di un maestro affinché possano essere messe in atto.

Così si diventa allievi, come bambini che devono apprendere ogni cosa. Dopo una dissociazione psichica ecco che iniziano a fissarsi aspetti del nostro nuovo Io attraverso la ricezione di influenze superiori. Il corpo fisico si acquieta e i cinque sensi diventano inattivi come nello stato meditativo. Solo l’anima agisce, spiritualizzando il corpo fisico.

Non esiste più la dualità, ma l’Uno, l’Io, e non esistono più i desideri ma l’illuminazione.

 

SCELTI PER VOI


 

∞ Astiriah ∞

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