NIGREDO, attraverso la prima fase dell’Alchimia

nigredo alchemy fasi alchimia

NIGREDO, morte e rinascita

Nigredo è un termine latino che significa “colore nero” o “nerezza” ed è il passo iniziale per raggiungere l’Opus Magnum (l’Opera Massima). Conosciuto anche come Opera del Nero, la Nigredo rappresenta la degradazione, la putrefazione e l’oscurità da cui tutto ha inizio. Questo è il momento cruciale, che inizia con il far morire tutti gli ingredienti alchemici e farli diventare un’enorme massa nera pronta per essere plasmata.

Il colore Nero rimanda all’etimologia stessa del termine Alchimia, in quanto antica scienza sacerdotale egizia che prende anche il significato di “Terra Nera”, come quella inondata dal Nilo. Ma in tutti i popoli antichi, il Nero non era considerato un colore negativo. A Roma, per esempio, si festeggiavano i Saturnali, una festa in onore di Saturno, il cui colore era proprio il nero, e questa festività coincideva con la festa di fine anno, acquistando il simbolismo di morte e rinascita del Sole.

A livello macrocosmico, la Nigredo è governata da Saturno, pianeta della pesantezza e associato ai metalli e al piombo in particolare. Nell’Alchimia cristiana fa riferimento al sacrificio di Cristo sulla croce, che viene distrutto nel corpo. Nella Divina Commedia è il passaggio di Dante attraverso l’Inferno. Ed è proprio questo che rappresenta questa fase alchemica: la morte dell’Io, dei desideri e delle pulsioni basse. Come il seme deve morire e spaccarsi per dare vita al frutto, noi dobbiamo abbandonare ogni pulsione materiale e osservare in modo distaccato gli aspetti del nostro carattere che emergono proprio in questa fase.

I sentimenti, le emozioni e gli stati d’animo che emergono si avvicinano alla depressione, alla solitudine e all’inadeguatezza. Lo scopo dell’alchimista è quello di osservare tutto in modo distaccato e far sì che queste manifestazioni della personalità non abbiano più potere su di lui. Lati della personalità che devono morire per dar vita alla padronanza e conoscenza di sé. Tutto viene riportato alle origini, dove bisogna prima distruggere gli elementi per poter ricomporre il tutto nel modo giusto. Come dicevano gl’Alchimisti: “Solve et Coagula”, cioè sciogliere e ricomporre è una fase essenziale per entrare in contatto con l’essenziale, con il caos primordiale da cui tutto nasce.

La Nigredo si identifica, quindi, nell’introspezione e nella presa di coscienza. Le sue parole chiave sono sicuramente: auto-osservazione e ricordo di sé, attraverso le quali possiamo iniziare il lavoro sull’immaginazione negativa e sulle emozioni negative.

alchimia

NIGREDO, attraverso la prima fase dell’Alchimia

L’osservazione è l’inizio e la fine del lavoro che si fa su se stessi, ma questa osservazione dev’essere sincera e obiettiva. Si deve diventare testimoni di ciò che accade nella nostra mente e annotare su un diario emozioni e sensazioni, così da creare una sorta di fotografia mentale, perché solo attraverso questa consapevolezza è possibile apportare modifiche nella mente che stiamo osservando.

Per prima cosa bisogna accettare e accogliere le emozioni che ci attraversano, senza bloccarle o reprimerle. Niente giudizi ma solo accettazione. Poi arriva il ricordo di sé, che porta l’auto-osservazione al tempo presente, un po’ come fa la meditazione. L’obiettivo è ricordarsi di se stessi, anche se non è una cosa molto spontanea. Ogni tanto, durante il giorno, soffermati sul tuo corpo, su ogni sua parte, e fai sì che ogni movimento non sia meccanico o inconsapevole, ma azioni conseguite per una presa di coscienza, dove sei tu a volerlo.

Alla fine della Nigredo tutto diventa più chiaro e lascia posto alla Luce dell’Albedo, la seconda fase dell’Opus Magnum.

Vai a ALBEDO

∞ Astiriah ∞

One thought on “NIGREDO, attraverso la prima fase dell’Alchimia”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *