LILITH, LA PRIMA DONNA

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LILITH, LA PRIMA DONNA

Lilith è una figura conosciuta un po’ da tutti, anche se spesso in modo superficiale e, quindi, equivoco. La cosa che probabilmente tutti conoscono è il suo ruolo nella religione ebraica: Lilith è stata la prima moglie di Adamo, che lasciò l’Eden perché non voleva sottostare agl’ordini del marito, in quanto si riteneva uguale a lui. Una figura totalmente diversa dalla Eva che viene dopo, molto più docile e ingenua.

Fu così che venne trasformata in un demone notturno, associata al gufo/civetta e al suo grido, e accusata di praticare la stregoneria, l’adulterio e la lussuria. Ma la parte che forse si conosce meno è quella seguente, dopo che Lilith abbandonò l’Eden. Si dice che vivesse tranquilla in mezzo ai demoni e con la sua prole, i Djinn, finché Adamo chiese a Dio di riportarla indietro. Fu così che furono inviati tre angeli a prenderla e che provarono anche a minacciarla, pur di farla obbedire, ma invano visto che ormai lei era immortale. Lilith si rifiutò di tornare indietro, ma un patto ci fu e sottolineò quanto una creatura “demoniaca” com’era considerata lei, potesse amare: i tre angeli, non avendo alcun potere su di lei, minacciarono di uccidere i suoi figli, e Lilith, pur di salvarli, promise di non toccare la prole di Adamo e di Eva se avessero avuto la protezione dei tre angeli. Questo evento ci rivela che Lilith, anche appare come una donna ribelle e attratta dal male, in fondo ama come una creatura che non può essere semplicemente demoniaca.

 

ARCHETIPO DI LILITH

Lilith è una creatura orgogliosa e indipendente, che non si sente inferiore a nessuno, e il suo archetipo è molto chiaro in proposito. Lilith, in fondo, è meno colpevole di Eva, che ha disobbedito esplicitamente all’ordine del Creatore. Lilith è sempre stata se stessa e non si è mai fatta manipolare. Lei non è la donna che gl’altri vorrebbero, lei è la donna fatta di carne e ossa, che vive se stessa così com’è stata creata. Come un animale selvatico, Lilith è una creatura temibile e feroce, ma cuore di madre capace di amare incondizionatamente, come ogni creatura di Dio. Alla fine dell’Ottocento arriva addirittura ad essere una figura di riferimento nell’emancipazione femminile, per poi essere rivalutata dalle religioni neopagane.

L’archetipo di Lilith ci racconta dell’amore che si cela dietro alla forza, perché essere donna significa essere dolce e amorevole come una madre, ma anche orgogliosa e indipendente come un essere vivente e individuale.

 

LILITH NEL MONDO

Lilith è una figura che viene associata a molte religioni e popoli diversi. Sembra che la Lilith ebraica derivi dalla Lilitu mesopotamica, dove entrambi i nomi hanno la stessa etimologia LYL “notte”, con l’aggiunta di –tu per specificare “della notte” o “notturna”. La stessa radice la troviamo nella Layla/Leyla/Lyla araba, che significa “sera, notte”.

Lilith è anche la Lamia greca, seduttrice di uomini e dea-uccello (torniamo alla civetta…), la cui connessione con la notte si lega alla magia, al mistero e a ciò che è inspiegabile. La caratteristica del suo fascino invece deriva da Ishtar, la sumera Inanna con la quale ha un legame: si dice che dopo aver lasciato l’Eden, Lilith abbia trovato dimora in uno degl’alberi del giardino di Inanna (il primo giardino del mondo, antecedente anche all’Eden).

Secondo la tradizione ebraica, a Lilith si devono le morti dei neonati. Da qui ritorniamo ai tre angeli con cui aveva fatto il patto di non uccidere i figli di Adamo ed Eva se protetti dagli stessi, e infatti si usa mettere al collo dei neonati una ciondolo con i nomi dei tre angeli. Per altre tradizioni, invece, Lilith punisce i neonati per i peccati dei padri, come l’adulteriorio o figli nati al di fuori del matrimonio, anche se sembra che in realtà Lilith si mostri ai bambini per farli giocare e farli ridere così tanto da obbligare i genitori a scacciarla!

Così la figura di Lilith risulta essere molto antica e interpretata a seconda delle tradizioni e ahimè del maschilismo, ma anche rivalutata dal neopaganesimo e associata alla Dea Madre nel Suo aspetto più selvaggio, non molto diverso da Diana in realtà, dea dal grande senso di individualità e potere decisionale.

 

LILITH, LA MADRE DEI VAMPIRI

”Tra le sue braccia, trovai conforto. Piansi finché sangue non scese dai miei occhi e lei lo tolse con un bacio.”

”E così Lilith, Lilith dagli occhi splendenti, mi risvegliò. Si tagliò con un coltello e versò il suo sangue per me in una ciotola. Bevvi. Era dolce. E poi caddi nell’Abisso. Caddi per sempre, cadendo nella tenebra più profonda.”

Libro di Nod

L’origine di Lilith come madre dei vampiri va ricercata nel suo archetipo di dea della notte (dea-uccello), dove Lilith si identifica nel corso delle tradizioni al confine tra la luce e l’oscurità, tra il suo essere madre amorevole e donna demoniaca. Questo legame con la notte e con i demoni evoca proprio questo confine che porta dalle regole alla trasgressione, dalla morale alla libertà incensurata.

Nell’immaginario è infatti rappresentata come una creatura a metà tra l’essere donna e l’essere animale, la si riconosce per via dei suoi piedi che vengono sostituiti da artigli rapaci e le sue ali di uccello, ottenute dopo aver pronunciato il vero nome di Dio.

In quanto tale, Lilith è colei che esalta la lussuria, seducendo gli uomini nella notte e succhiandogli il sangue per corrompere la loro anima. Lei è compagna di demoni predatori, l’interferenza umana tra il divino e il bestiale, madre degl’incubi e dei succubi, la più antica forma di vampiro conosciuta. La sua assunzione di fattezza non umane ci ricorda la trasformazione di Dracula in pipistrello e la licantropia, un fenomeno di demonizzazione della figura umana, che regredisce nell’essere animale che segue l’istinto e non la ragione, come Lilith che da donna di Dio diventa demone peccatore.

 

SCELTI PER VOI:

L’autore presenta il mito di Lilith con una storia avvincente che si perde nel tempO, rifacendosi a fonti documentate e scientifiche. Un suggestivo racconto che ritrova nelle religioni, nei riti e nelle mitologie mediterranee e mediorientali le numerose personificazioni di Lilith, intesa sia come proiezione psicologica ma anche come potente figura femminile nera assimilata ai culti lunari. Da non perdere!

La controversa e scandalosa raccolta di liriche che segnò l’esordio letterario di Aleister Crowley. L’opera più estrema ed enigmatica dell’esoterista più famoso del ‘900.

Aleister Crowley non è soltanto il più famoso nome dell’occultismo del XX secolo, ma anche tra i personaggi più affascinanti e controversi della storia, come dimostra la quantità di libri, fumetti, canzoni, film che tuttora evocano la sua misteriosa figura. Colin Wilson, in questo libro, penetra l’essenza della “Bestia”, restituendo al lettore un ritratto realistico, ma non per questo meno intrigante, di un uomo libero da qualsiasi restrizione di natura sociale, morale o religiosa.

 

 

∞ Astiriah ∞

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