Lilith e il giardino di Inanna

giardino Inanna e Lilith Huluppu

l sole brillava quando Inanna la Splendente trovò l’Huluppu, l’Albero Sacro. Il cielo era terso, turchese come il mare. Inanna alzò il bel viso verso l’azzurro e sorrise.

“E’ una benedizione” disse, e colse l’Albero per portarlo nel suo Santo Giardino.

Quando Inanna piantò l’Huluppu, tutta la Terra cantò.

Non appena esso distese le radici nell’umido terreno, giunse il primo Demone, il Serpente intoccabile. Subito, fece qui il suo nido. Poi l’Huluppu allargò i rami, innalzandoli verso il cielo con gioia fremente. Giunse, quindi, il secondo Demone, l’Anzu alato, che con i suoi piccoli qui si stabilì. Quando, infine, nel Sacro Albero la linfa gorgogliò come un rosso fiume di sangue, giunse il terzo Demone, Lilith la Vergine Oscura, che nel tronco costruì la sua dimora. Inanna osservò e il suo volto splendette, poichè così era giusto che fosse.

Trascorsero i caldi giorni e con essi le lunghe notti, quando alla fine venne il Tempo. Inanna si recò al suo muliebre Giardino, pulsante di Terra e di Cielo, fertile come un campo irrigato.
Chiamò a gran voce i suoi Spiriti e con queste parole si rivolse loro:

“Voi, Demoni, voi Spiriti che da tempo ormai immemore risiedete nel mio Sacro Albero al centro del mio Santo Giardino, distendete le vostre ali e spiccate il volo. Abbandonate la vostra dimora, l’Huluppu dalla corteccia d’argento che io, Inanna, portai qui da terre lontane. I Tempi sono maturi ed io, la Santa Sacerdotessa del Cielo, ho stabilito il mio destino. Il legno dell’Huluppu diverrà il talamo che mi vedrà Sposa, diverrà il trono che mi accoglierà come Regina.”

Così parlò la Grande Inanna e dall’Huluppu si levò un grido. Il Serpente intoccabile si contorse, agitando le radici. L’Anzu sbattè le ali con furore e i rami frustarono l’aria. Quindi Lilith uscì dal tronco, nera ed eterea come la notte, e l’Albero Huluppu tremò, scuotendosi tutto.

“Santa Inanna, stella splendente, perché ci vuoi cacciare? Nel Sacro Albero del tuo Giardino noi risiediamo da sempre; qui il Serpente, che nessun incantesimo può toccare, si è avvolto tra le radici nella Terra umida e buia, diventandone un tutt’uno, e l’Anzu dalla testa di leone, con i suoi piccoli, ha costruito un nido tra le vibranti fronde che toccano i venti e baciano il Cielo glorioso. Anche io, Lilith, la Vergine Oscura, ho posto qui la mia dimora stabilendomi nel mezzo del tronco, tra la calda e gorgogliante linfa colma di Vita e di Morte. Tu sai cosa accadrà quando ce ne andremo! Il Sacro Albero verrà abbattuto, giungerà l’uomo che ti farà sua sposa, e tu ti dimenticherai di noi, celandoci nel profondo. Il Serpente non sarà più intoccabile, l’Anzu spaventerà i popoli, ed io avrò mille e mille nomi, e le genti prima mi cacceranno e poi mi malediranno. Saremo mutilati e incatenati. Nessuno rammenterà più la nostra sacra Natura, né la tua, oh Inanna! Davvero vuoi questo, Signora del Cielo?”

Inanna guardò la Vergine Nera, gli occhi lucenti come la prima stella della sera. Sorridendo, sfiorò con tocco gentile la pallida corteccia. I suoi gesti erano una danza e la sua voce la musica che l’accompagnava.

“Ogni Ciclo si deve concludere, per poi ricominciare con rinnovato fulgore. Il Cambiamento è alle porte, come sempre dev’essere. Le tue parole sono dure, ma vere, mia Vergine. I popoli si dimenticheranno di voi, la nostra Natura verrà stravolta, e il mio Santo Giardino, colante di Piacere, diverrà per tutti una cosa impura. Tuttavia, io sarò ancora Dea e Regina, la mia Terra selvaggia sarà sempre feconda. Dal luogo dove l’Huluppu, il Sacro Albero, verrà estirpato nasceranno freschi germogli e con essi vi sarà nuova Consapevolezza. Gli Equilibri saranno ripristinati, poichè nulla di tutto ciò può essere dimenticato. Il mio Giardino tornerà Santo e Puro, e un nuovo Albero vi sorgerà, più forte e palpitante di prima. Altri semi verranno piantati, altri frutti saranno coltivati. Ma perchè tutto questo accada voi, miei Spiriti, ve ne dovrete andare.”

Fu così che Inanna chiamò Gilgamesh, suo fratello, che entrò nel Santo Giardino armato di una scure di bronzo. Colpì il Serpente, che strisciò fuori dalle radici, e l’uccello-Anzu volò via spaventato. Lilith guardò Inanna un’ultima volta, poi distrusse la sua dimora e se ne andò verso luoghi remoti, in attesa di essere richiamata. Gilgamesh, quindi, sradicò l’Huluppu dalla Terra, lo estirpò dal Santo Giardino di Inanna. Nel tronco dell’Albero scavò un trono per la bella sorella e in ultimo costruì il talamo che l’avrebbe accolta come sposa.

(“L’albero-huluppu”, poemi di Inanna)

 

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