IL POTERE DELLA NOSTRA OMBRA

jung ombra e archetipi

Il primo dovere che una persona ha è nei confronti di sé stesso”

Per ognuno di noi è importante raggiungere quell’equilibrio psico-affettivo capace di portarci al compimento del nostro progetto di vita, esprimendo le nostre potenzialità per poter raggiungere la realizzazione del nostro destino.

Molte persone passano una vita intera a ricercare la propria strada, ma altrettante la evitano per paure inconsce che si manifestano involontariamente nel proprio comportamento, quindi non raggiungendo la propria individualità, la propria singolarità irripetibile: la nostra Ombra.

Ma cos’è l’Ombra? E come possiamo sfruttare il suo potenziale?

 

♥ L’OMBRA

Secondo Jung, l’Ombra è tutto ciò che in noi non è cosciente, una componente della personalità che generalmente è oscura, perché racchiude i desideri che la nostra coscienza disapprova, ritenendoli causa di inquietudine e angoscia. L’Ombra è la prima raffigurazione archetipa che incontriamo nel nostro cammino interiore, come uno specchio che riflette i veri noi stessi ma che non si identifica nella persona che siamo. “Persona” è ciò che gli altri vogliono che noi siamo, come la maschera di un attore.

L’Ombra è la consapevolezza che permette di cambiare e di evolversi.

Avventurarsi attraverso strade ignote non è facile. Si deve trovare il coraggio di intraprendere nuovi percorsi, senza punti di riferimento, accantonare il proprio bagaglio conoscitivo e confidare solo sulle proprie forze. Come diceva Proust: “Due strade incontrai nel bosco ed io scelsi quella meno battuta, ecco perché sono diverso”, proprio come la figura dell’Eroe narrativo è sempre accompagnata da un senso di solitudine. Ma è così che diventa eroe.

Secondo Jung la nostra psiche è bipolare, cioè possiede due lati opposti ben distinti: conscio e inconscio, positivo e negativo, luce e ombra.

L’Ombra è la parte più inferiore della nostra personalità, il nostro lato Oscuro che si confronta con la nostra positività. Rifiutare la propria Ombra ci condanna a vivere in modo parziale, costringendo questo lato di noi a una vita autonoma al di fuori della nostra personalità, che in ogni caso può manifestarsi, per esempio con antipatie ingiustificate o rabbia esplosiva, e che ci impedisce di maturare e trovare la nostra individualità. Perché come ho detto, la nostra singolarità irripetibile risiede proprio nella nostra Ombra.

 

♥ OMBRA E ALTER EGO

L’Ombra si divide in due forme: Ombra personale e Ombra collettiva.

L’Ombra personale è parte della nostra storia, quella parte di noi che tendiamo a rimuovere in base al nostro ambiente.

L’Ombra collettiva è legata al mondo degli Archetipi e corrisponde a una figura negativa. E’ quello che in letteratura si dice: il lato posteriore dello Spirito del Tempo. Basti pensare a romanzi come Dr. Jackie e Mr. Hyde, dove il doppio cattivo è l’alter ego di una società. La presenza di figure diaboliche e demoniache nei miti e nelle culture testimonia come l’Ombra archetipica sia ontologicamente legata all’essere umano.

L’incontro con l’alter ego è una tappa obbligatoria nella vita di ognuno di noi e secondo Jung avviene all’incirca a metà della nostra vita: il processo d’individuazione. L’incontro con la nostra Ombra è rischioso e possiamo sia rifiutarla che perderci in essa. Ma conoscerla e accettarla può scatenare una potentissima energia, una forza che non sapevamo di avere e che può portarci a uno stato di coscienza di noi stessi che può avvicinarci sempre di più alla felicità.

 

♥ RICONOSCERE L’OMBRA

Accettare la propria Ombra significa accettare di individualizzarsi e acquistare coscienza di quelle qualità e impulsi che neghiamo a noi stessi.

Nell’Energetica Psichica, Jung paragona la psiche a una corrente energetica. L’energia viene dispersa nell’Ombra che rifiutiamo. Accettando l’Ombra, questa energia diventa disponibile al nostro Io.

L’Ombra è così collegata allo sviluppo di nuove possibilità psichiche. Ma come riconoscerla?

Secondo Jung le persone si rapportano alla realtà attraverso quattro funzioni:

√ pensiero

√ sentimento

√ sensazione

√ intuizione

Le prime due sono razionali e ci rapportano al mondo attraverso giudizi oggettivi e soggettivi. Pensiero e sentimenti sono funzioni che valutano, uno in modo logico, l’altro mediante emozioni.

Le altre due sono percettive e ci permettono di assimilare le informazioni. Sensazione e intuizione non sono funzioni che valutano, ma che percepiscono la realtà attraverso una percezione interiore inconscia.

Ognuna di questa quattro funzioni può essere estroversa (il soggetto tende a indirizzare la sua energia verso il mondo esteriore: persone e fatti) o introversa (il soggetto tende a indirizzare la sua energia verso il mondo interiore: emozioni e pensieri) e ognuno di noi ne ha una dominante e una repressa. Due saranno parzialmente coscienti.

Vediamone la descrizione e in quale di esse ci riconosciamo.

Premetto che la descrizione è generica e non è detto che ci rispecchiamo al 100%. Bisogna giustamente tener conto della crescita personale e dei cambiamenti che sono avvenuti in noi e, soprattutto, al fatto che alcune caratteristiche possono far parte della nostra personalità del passato, poi corrette o abbandonate per motivi diversi.

In ogni caso queste descrizioni possono aiutarci a fare i conti con la nostra funzione dominante e quella repressa, imparando a gestire i conflitti interiori e trovare l’equilibrio tra noi e la nostra Ombra.

 

Sensazione Estroversa: esteta, realista e amante dei piaceri materiali, crede solo nei fatti concreti. Si adatta al presente sfruttando gli oggetti e le situazioni disponibili per ottenere vantaggi immediati, non distanti nel futuro;

 

Intuizione Estroversa: opportunista, dinamico, entusiasta. Formula idee creative legando i concetti percepiti nel presente ad altri concetti apparentemente non correlati, creando cosi nuove possibilità dagli stessi;

 

Sensazione Introversa: artista, egocentrico, si relaziona con il mondo in base a se stesso. Utilizza l’esperienza passata immagazzinando fatti, eventi e procedure traendo da esse ciò che può essere riutilizzato nel presente;

 

Intuizione Introversa: sognatore, crede nel potere dell’immaginazione. Cerca di andare oltre la visione comunemente accettata delle cose, vedendo i concetti da diversi punti di vista e cercando di coglierne ogni possibile angolo o interpretazione;

 

Pensiero Estroverso: moralizzatore e riformatore, conta solo sui fatti concreti. Cerca di raggiungere la massima efficienza tramite le relazioni logiche che scorge nel mondo esterno, tramite un senso di ordine e organizzazione;

 

Sentimento Estroverso: diplomatico, espansivo, e socievole, si inserisce in ogni gruppo con facilità. Cerca armonia nel gruppo sociale di appartenenza o tra le persone che lo circondano, dando forte importanza al ruolo che la persona svolge nei confronti degli altri;

 

Pensiero Introverso: riflessivo, chiuso, fa spesso pensieri astratti. Cerca di raggiungere la massima comprensione delle cose tramite la scoperta del principio logico, razionale che le regola;

 

Sentimento Introverso: taciturno, riservato, spesso malinconico, non esprime i sentimenti che prova. Crea un sistema interno di valori, considerando il senso di armonia o disarmonia che prova verso gli oggetti esterni come metro di valutazione.

 

∞ Astiriah ∞

 

 

Bibliografia: Jung “Opere”

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