Il potere della dea e l’avvento degli Dei

Culto triplice dea

♥ la triplice dea

In ogni reperto archeologico, la Dea raffigura la gigantesca Madre di ogni essere vivente, simbolo della natura e di tutto ciò che di bello e brutto è contenuto in essa.

E’ proprio per questa Sua dualità che in alcune delle Sue rappresentazioni la Dea ha il volto metà bianco e metà nero. E’ probabile che questa particolarità si sia riversata sulle celebri Madonne Nere, venerate ancora oggi in molti santuari. Ma la Dea Madre non possiede solo un aspetto duplice. A Lei fu associato il culto Lunare e le fasi rigenerative della vita, portando la Sua venerazione sotto la forma trinitaria di fanciulla, madre e anziana. La Dea Madre fu proprio la prima trinità nella storia religiosa dell’uomo, che ha dato luce, in seguito, alla trinità egizia (Iside, Osiride, Horus) e alla trinità cristiana.


♥ Il Potere della dea madre e l’avvento degli dei

L’idea della divinità maschile, personificazione della vegetazione che nasce e muore ogni anno, nacque 5000 prima di Cristo. La Dea, come la donna, fu venerata per secoli, finché i meccanismi biologici della fecondazione emersero, inglobando l’uomo nel concepimento. Inizialmente, il rito propiziatorio della nascita e della morte della natura veniva riprodotto alla lettera, sia sul concepimento sia sul sacrificio umano. La Dea, per la Sua natura di eterna forza generatrice non poteva soccombere nel sacrificio, così a morire doveva essere la divinità maschile, che sarebbe rinata l’anno seguente. Da qui nacque il matrimonio tra la Dea e il Dio delle stagioni, oltre che tutti i simbolismi legati alle festività pagane che ancora oggi festeggiamo: i sabba.
La supremazia femminile visse per lungo tempo, tramite società matriarcali a cui si deve la conoscenza odierna delle proprietà delle piante, il contatto con il mondo degli spiriti e delle divinità, la libertà fisica e sessuale. Non c’è da stupirsi, infatti, se con l’avvento del patriarcato, l’uomo ebbe la necessità di impossessarsi del controllo genitale femminile.
La linea matriarcale impregnò secoli e civiltà per moltissimo tempo, basti ricordare l’Egitto, dove il Faraone saliva al trono solo in base alla discendenza matrilineare. Anche l’ultimo Faraone fu costretto a sposare la sorella Cleopatra per poter regnare. Con il passare dei secoli, la nuova necessità economica e sociale portò nuove divinità guerriere, relegando la Dea nel Suo focolare. Ella non era più l’unica divinità e il ruolo dell’uomo nel concepimento dei figli fece sì che egli potesse diventare re. E anche se la donna trasmetteva il potere, era l’uomo che imponeva le leggi, tramite nuovi costumi e nuove religioni che nei secoli portò all’odierna civiltà patriarcale.

∞ Astiriah ∞

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